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Paragrafo 5 . Gli altri aspetti del conflitto.

     
La  prima guerra mondiale fu in tutti i sensi un avvenimento  nuovo  e
totalizzante, in quanto non si svolse soltanto sui campi di battaglia,
ma  coinvolse  profondamente le strutture  economiche  e  sociali,  le
organizzazioni civili, gli organi del consenso e della cultura.
     La  risoluzione  della  guerra  in  tempi  brevi  apparve  presto
un'illusione ai contendenti; per questo ognuno si prepar ad una lunga
resistenza, durante la quale avrebbe dovuto attrarre nel conflitto  un
numero  di nazioni il pi alto possibile, per cercare di modificare  a
proprio vantaggio l'equilibrio militare, procurarsi un'enorme quantit
di  rifornimenti,  e  nello  stesso tempo distruggere  quelli  altrui,
richiedere alle popolazioni di affrontare la fame, la sofferenza e  la
morte,  senza promettere in cambio nessun tangibile vantaggio, se  non
l'annientamento dell'avversario.
     Le  due  parti belligeranti svilupparono innanzitutto un'attivit
diplomatica senza soste per attrarre nella propria orbita  le  nazioni
ancora   neutrali   o  esitanti,  promettendo  loro   quale   compenso
acquisizioni territoriali e vantaggi economici.
     Nell'ottobre  del 1914 la Turchia, economicamente e  militarmente
legata  alla  Germania, si schier a fianco degli imperi centrali.  Le
conseguenze   furono  notevoli:  la  Russia,  isolata  dagli   alleati
occidentali, vide aprirsi un nuovo ed impegnativo fronte. Gli inglesi,
bloccati  nella  penisola di Gallipoli, sullo stretto dei  Dardanelli,
incapaci  di  ricongiungersi  ai  russi  e  poi  rifluiti  in  Grecia,
riuscirono tuttavia a unificare e a sobillare contro i turchi, con  la
promessa  di  una futura indipendenza, le divise trib arabe,  animate
dal  colonnello  inglese, protagonista di imprese avventurose,  Thomas
Edward Lawrence (Lawrence d'Arabia).
     Se  l'Italia,  convinta dalle promesse delle nazioni occidentali,
fin per
     
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     aderire  all'Intesa  ed entr in guerra il  24  maggio  1915,  la
Bulgaria  scelse nell'ottobre il campo avverso a causa della  profonda
ostilit  nutrita verso la Serbia. La Romania attese i successi  russi
del  1916  per affiancarsi agli anglo-russi, ma nel giro di  due  mesi
dovette cedere le armi alle forze tedesche, lasciando nelle loro  mani
gli importanti pozzi petroliferi.
     L'andamento  di  un  conflitto  cos  prolungato  nel   tempo   e
combattuto  su  fronti  tanto estesi era inevitabilmente  condizionato
dalle strutture economiche dei principali paesi belligeranti.
     Francia    ed   Inghilterra   disponevano   di   grandi   risorse
finanziarie, dovute ai prestiti provenienti dagli Stati  Uniti,  e  di
riserve  alimentari pressoch infinite, grazie alle  importazioni  dai
loro imperi coloniali. La potentissima flotta inglese era padrona  dei
mari,  ed  oltre  a  scortare i rifornimenti dell'Intesa,  controllava
tutte le rotte commerciali e bloccava i porti nemici, sequestrando  le
merci a loro destinate.
     Tedeschi  ed  austriaci potevano contare soltanto  sulle  proprie
risorse,   che  cominciarono  inesorabilmente  a  scarseggiare;   alla
Germania  non rimase, come strategia di contrattacco, che  cercare  di
distruggere  o  limitare i rifornimenti altrui con un nuovo  micidiale
mezzo  navale,  nella  cui  messa  a  punto  la  nazione  tedesca  era
all'avanguardia: i sottomarini.
     La  guerra sottomarina procur all'Inghilterra enormi perdite; ma
nel  1917 quest'arma, usata in modo indiscriminato, si sarebbe ritorta
contro i tedeschi, in quanto avrebbe spinto gli Stati Uniti ad entrare
nel conflitto.
     In  tutte  le nazioni, ma specialmente in Germania, la produzione
industriale  fu  intensificata, razionalizzata e finalizzata  a  scopi
militari,  sotto  la  supervisione dello stato,  che  divenne  il  pi
importante  committente; molti industriali, affaristi e  mediatori  si
arricchirono  grazie  al gigantesco mercato che ruotava  intorno  alla
guerra.
     Con  il  perdurare e l'allargarsi del conflitto  anche  le  donne
furono chiamate progressivamente a sostituire gli uomini impegnati  al
fronte; esse sopportarono pesanti sacrifici nelle fabbriche e in altri
servizi,  nei  quali  la manodopera cominciava  a  rivelarsi  carente,
affrontando cos nuovi ruoli e responsabilit sociali.
     Davanti  ai  gravi  disagi  e alle molte  sperequazioni  prodotte
dalla  guerra,  l'iniziale  slancio patriottico  di  tutte  le  classi
cominci  ad affievolirsi. Perci l'organizzazione del consenso  e  la
repressione,  che  i  governi  dovettero  esercitare  per  scongiurare
rivolte e diserzioni, si fecero massicce ed implacabili. Se da un lato
si tent di convincere le popolazioni del buon andamento della guerra,
servendosi  della stampa patriottica e filogovernativa, dall'altro  si
us  il  pugno di ferro sulla dissidenza, censurando la  stampa  e  la
corrispondenza, sospendendo i diritti civili ed incentivando l'operato
della corte marziale e dei tribunali militari.
     Intanto  l'opposizione  alla guerra si  ricostituiva  intorno  ai
partiti  socialisti  antimilitaristi, ed  ai  dissidenti  dei  partiti
socialisti  interventisti; nel settembre del 1915  e  nell'aprile  del
1916 i pacifisti organizzarono due conferenze a Zimmerwald e Kienthal,
in  Svizzera. In esse Lenin, fondatore del partito bolscevico russo di
ispirazione  rivoluzionaria,  incit i  socialisti  a  trasformare  la
guerra  borghese  in insurrezione proletaria, ma pochi  si  rivelarono
favorevoli a questa soluzione.
